L’intelligenza artificiale, sempre più, è in grado di “cucinare” ricette complesse, che soddisfano i nostri desideri. Ma è proprio così? O qualcosa manca…  «Tu-tuuu! È in arrivo un treno carico di…». Ve lo ricordate il gioco di certi pranzi e cene, quando eravamo bambini? In genere i treni, bastimenti o aerei immaginari erano cucchiai carichi di odiati minestroni, o verdi cavolfiori. È così che molti di noi si sono misurati con il cibo e i suoi rifiuti. Questo non accade in Coraline e la porta magica, il bellissimo film di animazione di Henry Selick. La ragazzina, Coraline appunto, attraversando una misteriosa porta, si ritrova in un’altra casa,Leggi altro →

Impariamo a dire “grazie” sin da piccoli, come una forma di educazione. Ma cosa si nasconde dietro i tanti aspetti della gratitudine? Quali quelli che facciamo più fatica a riconoscere? «Come si dice?… Grazie!». E poi: «Ringrazia la maestra», «ringrazia la zia»… pure il Giorno del Ringraziamento hanno inventato! Da parecchio tempo penso a cosa voglia dire, in fondo, essere grati, quali sfumature ci siano alla base del sentimento di gratitudine e, come al solito, emergono caleidoscopiche direzioni che pare si contraddicano a vicenda. Vi è allora un «grazie» di maniera, frutto di addestramenti infantili, resa davanti al potere degli adulti, dei maestri e poi dei capi.Leggi altro →

Quanto conta la coerenza tra ciò che si dice, o si scrive, e le azioni che si compiono? La parola è valida solo se trova un correlato di realtà a confermarla? Si sa, la gente predica bene ma razzola male, e tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Quante volte abbiamo sentito questi o altri adagi simili, a indicarci la faticosa pratica della coerenza, del mettere a terra le parole e farle divenire carne, comportamenti, opere. A parole tutti siamo corretti e coerenti ma poi — si sa — cadiamo sotto la fatica, il sudore, la difficoltà di trovare il coraggioLeggi altro →

L’oblio non è una falla della memoria, ma un processo essenziale per il nostro equilibrio emotivo e comportamentale: potremmo definirlo una forma di saggezza, che ci aiuta ad aprire spazi di libertà e occasioni di riscrittura di senso. C’è una domanda che ancora, dopo giorni, mi interroga. Addirittura, in forma un po’ nascosta e simbolica, è tornata in sogno, la scorsa notte! Di questo interrogativo ho parlato in un mio recente articolo che riguardava il finale di una storia letta da mio figlio. In sintesi, il libro-game in questione proponeva al lettore due alternative: o dimentichi tutte le esperienze vissute leggendo e torni nel mondo, oppure ricordiLeggi altro →

Scegliere implica una responsabilità che ci mette nel bel mezzo di una solitudine esistenziale, con cui possiamo imparare a fare i conti; non scegliere, d’altra parte, può paralizzarci in un eterno presente, spaventosamente senza memoria. Lo scorso Natale, uno dei regali più graditi dal mio figlio minore è stato un libro; non un libro come gli altri, ma un game-book. Il gioco consiste nel muoversi da una tappa all’altra di un’avventura, compiendo, di volta in volta, una scelta piuttosto che un’altra, e dando quindi vita a una storia personale, che risulta diversa a seconda del lettore. La storia racconta di draghi, armi da raccogliere, capacità daLeggi altro →

Oscuro regista di tutta la nostra esistenza, il sottosuolo ci condiziona, talvolta ci conduce. Per questo va esplorato, conosciuto, compreso da chi vuole comprendere le questioni dell’anima. C’è un mondo di superficie in cui le persone fanno cose, incontrano altre persone, lavorano, vivono, muoiono, fanno figli… A guardare bene, poi, c’è anche un mondo di sotto, ovvero il sottosuolo, che è tutta una questione di tribolazioni, sensazioni, pensieri, ossessioni, che stanno sotto la superficie di ciò che chiamiamo vita. Oscuro regista di tutta la nostra esistenza, il sottosuolo ci condiziona, talvolta ci conduce; come una voce interna, come un dialogo continuo determina in profondità reazioniLeggi altro →

ATTUALITÀ Comprendere e saper guardare il rancore di chi si sente escluso potrebbe servire per costruire un’umanità che non prometta l’esclusiva ma l’accoglienza, che non ci seduca col potere ma ci rassicuri con l’equità, che non ci ecciti con l’euforia ma ci faccia sentire amati e in serenità. Con la collaborazione, le idee e gli stimoli della dottoressa Giuliana Torre «Offerto in esclusiva!», «Esclusivamente per te!». Quante volte veniamo attratti da slogan simili? Spesso ciò che ci colpisce non è l’oggetto di questa o quell’offerta, ma il fatto che sia esclusiva. Solo per noi. Come mi capita spesso, mi fermo davanti alla parola e penso,Leggi altro →