La civiltà nasce dunque dal momento in cui pensiamo abbia un senso prenderci cura del più fragile, sia esso bambino, anziano, malato nel corpo o nella mente Un femore rotto, un femore rotto e poi guarito… Questo, parola di Margaret Mead, “è stato il primo segno di civiltà, di comunità”. Gli studenti intono a lei la guardavano con stupore, cosa c’entra poi un osso della gamba con la civiltà, con l’essere una comunità? Fatto è che se lo stare insieme non è dotato di significati, se non abbiamo ancora la capacità diproteggere il più fragile, un femore rotto è morte sicura. La persona impossibilitata aLeggi altro →

Il cuore dell’insegnamento di Jung, secondo Umberto Galimberti, è nel concetto di individuazione. Ci sembra suggestivo l’esito che se ne trae: lo scopo dell’analisi non è tanto guarire da un disagio, quanto nascere a se stessi. Questo viraggio dal negativo (la terapia come cura per rimarginare uno strappo) al positivo (la terapia come via per l’autorealizzazione) sposta l’accento dal passato al presente e al futuro. Nel passato è più facile immaginarci statici e distribuire a terzi pesi e colpe. Nell’oggi, che è premessa per il tempo a venire, le nostre scelte conservano il potere di incidere sul reale e di far sbocciare – oppure avvizzire – quello per cui ciascuno di noi è al mondo. Qui cadono le scuse.Leggi altro →