È figlia dell’ansia e genera ansia la mania di misurare con tabelle, graduatorie, statistiche la crescita dei bambini Inizia subito, appena il bimbo esce dalla sala parto. Viene lavato scaldato visitato e misurato.Peso, altezza, carnagione, reazione agli stimoli visivi, uditivi, cinestesici.Poi lo portano ai genitori, sulla culla c’è un cartellino, nome, cognome, peso…«Mio figlio è all’ottantesimo», occhi sgranati, tutti a felicitarsi, alcuni con una punta di invidia. Io penso «Be’ si vede che ci sarà una gara, alla fine chi è al percentile più alto vincerà un premio, il pannolino d’argento». Ti sembra che finisca lì, che sia solo una specie di gioco nevrotico traLeggi altro →

Conviene guardare con tolleranza se non con benevolenza ai cosiddetti ‘placebo’, che a volte sono sorprendentemente efficaci «Una castagna, devi prendere una castagna matta e tenerla in tasca per tutto l’inverno, così niente influenza»Avevo 15 anni e quella tipica voglia adolescenziale di controllare l’insicurezza e la paura attraverso il ragionamento, le idee quadrate e incontrovertibili.Perciò il consiglio non fu accolto, né allora né poi. Mi dava addirittura insicurezza: come essere in sala operatoria prima di addormentarsi e vedere che il chirurgo sfrega un corno in corallo e che l’anestesista estrae il pendolino. Ma ora, col passare degli anni, le certezze si incrinano e adesso sonoLeggi altro →

Fa star male l’invidia dell’altrui fortuna. Ci possiamo salvare convincendoci di avere una nostra classifica, né primi né ultimi Dio convocò al suo cospetto due persone, un avaro e un invidioso. Disse loro: «Che uno di voi esprima un desiderio, io lo esaudirò e darò all’altro il doppio di ciò che viene chiesto».L’avaro rimase in silenzio immaginando di poter guadagnare di più se l’altro avesse chiesto.L’invidioso allora pensò e ripensò… poi disse a Dio: «Toglimi un occhio». Penso che questa breve storia rappresenti in modo magistrale il meccanismo dell’invidia, ovvero l’attenzione costante all’altro come persona da limitare, contenere, danneggiare.Già, tutto ruota intorno al tema delLeggi altro →

“Suo figlio è veramente bravo non c’è che dire…. ma il mio è più bravo del suo!” Chi non ricorda lo scatch di Aldo Giovanni e Giacomo che caricaturavano le loro madri! D’altra parte si sa, i figli da sempre come ci direbbe Gibran sono i dardi scoccati nel futuro ed allora non c’è proprio nulla di male se nello scoccarli noi genitori ci auguriamo che possano andare un po’ più lontano.  Se penso alla mia generazione ad esempio, io sono uno di quelli che hanno avuto la possibilità di studiare pur non essendo figlio di dottori o professori e quindi, almeno in questo hoLeggi altro →

Bugia e illusione sono atti estremi di liberazione da un mondo che di sola ragione muore «Verità! Verità! Abbiamo bisogno di rapporti più veri, dobbiamo uscire dagli inganni!»Quante volte ho sentito queste parole, dette da clienti, da colleghi, da maestri e da allievi; veicolate spesso con grande passione e veemenza, come se fosse proprio lì il problema, come se la sofferenza psichica fosse il prodotto di una vita non vera, di una dimensione illusoria, incantata. Però a pensarci bene, se il rapporto con la verità è spesso di dichiarata accondiscendenza, il rapporto con la bugia non lo è di meno: come una amante segreta cheLeggi altro →

Chiamiamo carabinieri, giudici, insegnanti o psichiatri perché non sappiamo o non vogliamo più assumere i panni scomodi del padre o della madre guastafeste  «Quando i padri prendono l’abitudine di concedere via libera ai figli […], oppure quando i figli presumono di essere uguali ai padri, non li temono più, non si curano di ciò che dicono e non sopportano che parlino […], quando, così stando le cose, anche i maestri tremano dinnanzi agli allievi e preferiscono adularli anziché guidarli con mano ferma sulla retta via […].Questi giovani finiscono per tenere in spregio le leggi, dato che non tollerano più autorità alcuna a loro superiore.In questoLeggi altro →