ATTUALITÀ Comprendere e saper guardare il rancore di chi si sente escluso potrebbe servire per costruire un’umanità che non prometta l’esclusiva ma l’accoglienza, che non ci seduca col potere ma ci rassicuri con l’equità, che non ci ecciti con l’euforia ma ci faccia sentire amati e in serenità. Con la collaborazione, le idee e gli stimoli della dottoressa Giuliana Torre «Offerto in esclusiva!», «Esclusivamente per te!». Quante volte veniamo attratti da slogan simili? Spesso ciò che ci colpisce non è l’oggetto di questa o quell’offerta, ma il fatto che sia esclusiva. Solo per noi. Come mi capita spesso, mi fermo davanti alla parola e penso,Leggi altro →

Quando la verità diventa spettacolo: una riflessione che prende spunto dal “fenomeno Corona”, tra fascino, vendetta e sete di potere. La storia di un re che denuda il mondo da un trono di carta «La verità… tu non puoi reggere la verità, figliolo». Con queste parole inizia l’invettiva del colonnello Jessup, incalzato dall’avvocato Kaffee, durante il processo che lo inchioderà: il colonnello verrà giudicato colpevole di aver ordinato un “codice rosso”, ossia una punizione disciplinare non ufficiale, costata la vita a uno dei suoi soldati. Mi riferisco a Codice d’onore, con un impareggiabile Jack Nicholson e un giovane Tom Cruise nei panni dell’avvocato “pischello”. Di cheLeggi altro →

Se non ci può essere guarigione, a cosa serve e cosa è l’atto di cura? Una riflessione dalla psichiatria all’oncologia, che apre la strada a nuovi significati e azioni possibili «Aliquando curare, saepe lenire, semper consolari». Ovvero: quando si può, curare, spesso alleviare, sempre consolare. Un motto, questo, che arriva dai cavalieri ospitalieri e che ante litteram introduce il concetto di una medicina che non arretra quando l’azione dello sconfiggere il male non risulta possibile. Per tanto tempo la medicina ha cercato di allontanarsi tutte le volte che la malattia, la situazione, si presentava disperata o senza possibilità di guarigione, come a dire che se non c’èLeggi altro →

Ancora una volta dinnanzi a noi si erge una doppia interpretazione della felicità: felicità come fuga dal dolore, come rifugio in una dimensione in cui si ricerca la sensazione, oppure felicità come conquista di una maggiore stabilità, come rifugio dagli appetiti ed esercizio di bellezza. «Ci sono due condizioni per la felicità: la relazione col mondo e la cognizione del dolore». Devo dire che questa frase tratta da I quattro maestri di Vito Mancuso, teologo al quale mi sento particolarmente legato, mi ha fatto pensare e, dopo alcuni giorni da quando l’ho letta, continua a riproporsi e a interrogarmi. Già, perché mentre sul fatto che la felicitàLeggi altro →

Che ruolo hanno nel nostro vivere il ricordo e la dimenticanza? Nella perdita, la paura più grande è quella di scordare, di essere scordati. Di non avere più un posto nel cuore. Comunque, non aver pauraogni tantodi venire a trovarciappena puoi, se puoitorna da noia chiederci come vati prego,non morire definitivamente Mi ha molto colpito questa poesia che Paolo di Stefano, scrittore, storico e poeta, ha dedicato alla madre, scomparsa alcuni anni fa. Nella mia mente si accompagna a Gesualdo Bufalino, quando dice «Io che di ricordi mi ammalo, coi ricordi mi curo», e mi dà l’occasione di riflettere sul valore del ricordo e suiLeggi altro →