Due ricercatori della Cornell University hanno analizzato la distorsione cognitiva che rende l’ignorante sicuro di sé McArhur Wheeler, 45 anni, 120 chili di peso per 180 centimetri di altezza si presenta a volto scoperto in banca, armato di pistola, ed effettua una rapina.  Due giorni dopo si dimostra esterrefatto per il fatto che la polizia sia riuscito a catturarlo… esterrefatto perché convinto di essere invisibile alle telecamere. «Eppure me ne sono messo un sacco di succo di limone in faccia, non capisco come abbiate fatto a capire…» Già, il buon Wheeler era convinto che il succo di limone avrebbe in qualche modo neutralizzato le telecamereLeggi altro →

Mi ha fatto male l’infelice battuta di un governatore che sembra non aver colto il valore profondo dell’attività scolastica in presenza  L’ironia, l’ironia è una gran cosa, una di quelle difese del nostro io che lo stesso Sigmund Freud, nella sua psicopatologia della vita quotidiana, ritiene essere la risorsa più grande possibile, aiuto assolutamente insostituibile nei momenti di grande difficoltà della vita.  Mi ha fatto però proprio male l’infelice ironia di quel governatore narcisisticamente compiaciuto della propria verve, che con l’amaro in bocca e un sardonico atteggiamento ha schernito la bambina rea solo di avere in modo sincero e forse inaspettato dichiarato che ama laLeggi altro →

Nella mia vita professionale sono spessa arrivata ad un bivio: mollare tutto e cambiare o restare provando ad esprimermi nel contesto esistente? Ampliamo a tutti noi. Muoverci o restare fermi? Vi racconto una storia. Il protagonista è Marco Carrera, il personaggio principale dell’ultimo libro di Sandro Veronesi, “Il Colibrì”, vincitore del premio Strega 2020. In un mondo in cui chi si muove è coraggioso e chi sta fermo è pavido c’è ancora chi, come Marco Carrera, mette tutta la sua energia nello stare fermo. Lo chiamavano il Colibrì: 70 battiti di ali al secondo per restare dove già è, per fermare il tempo e, a volte,Leggi altro →

Dopo la tanto chiacchierata Maturità 2020, rilanciamo il filmato in cui Franco Nembrini racconta un successo educativo nato là dove proprio non lo si aspettava. Noi vi leggiamo una prova che alla didattica a distanza, pur utilissima, mancheranno sempre i sussulti del “corpo in relazione”, ma cogliamo  anche un altro messaggio. Ai giovani va concessa l’esperienza della fatica: di studiare come di esporsi, di volare alto come di riconoscere il proprio limite. Proteggerli da tutto questo significa non solo ostacolare la loro crescita, ma anche negare ciò che chiedono. Forse qui il nostro amore, incapace di intercettare il desiderio dei ragazzi, confina con un certo inconsapevole egoismo.  Leggi altro →