La differenza la fanno le dinamiche che si creano tra le persone che ne fanno parte. E la possibilità – o meno – di essere diversi Il “branco”: quando leggiamo o vediamo questa parola sui media sappiamo che la notizia è quella di un’aggressione violenta a un singolo da parte di un gruppo di persone. Le più tristemente note riguardano il branco di Manduria che uccise un anziano disabile qualche anno fa, quello di Colleferro che – più di recente – ha ammazzato di botte il giovane Willy e, ancora, un branco di 20 ragazzini che si sono scagliati contro una giovanissima ragazza autistica, oLeggi altro →

Non è solo quello di andare avanti ma quello di sapersi fermare, a volte. O anche di voltarsi o, ancora, di fare un passo indietro. In un momento in cui passiamo da una pandemia alla minaccia di un conflitto globale, le strade per essere coraggiosi non sono sempre quelle che ci aspettiamo “Coraggio” era una delle parole più frequenti nel lessico familiare di mia nonna. A volte usciva come fossile di un proverbio e riportava al piano noto delle cose chi di noi anticipava nel pensiero incognite, problemi e fatiche. Forza e coraggio, che il mondo è di passaggio. Più spesso l’esortativo diventava vibrante, per scuotereLeggi altro →

“Il re d’Egitto disse alle Levatrici degli Ebrei: “Quando assistete le donne ebree durante il parto, osservate bene le due pietre: se è un maschio, fatelo morire; se è una femmina, potrà vivere” (esodo 1,15-16) Questo il celebre passaggio biblico delle Levatrici di Egitto e della missione a loro affidata dal Faraone di “risolvere”, in qualche modo, il problema della profezia che annunciava la venuta di un usurpatore del regno venuto dal popolo di Abramo. Che la storia del popolo ebraico sia costellata da sacrifici e persecuzioni purtroppo non è affatto una novità, singolare invece a mio parere è la strategia che le levatrici (castaLeggi altro →

Una delle storie dell’Almamatto è quella della poetessa americana che a 25 anni decide di chiudersi nella casa del padre. Un isolamento volontario, il suo, che non le impedisce di scrivere le sue poesie straordinarie e intense. Un rifiuto del mondo esterno che ricorda quello di moltissimi adolescenti che decidono di chiudersi, escludendo dalla loro vita il dialogo con l’altro Una riflessione sulla follia delle donne nella storia, ha dato vita, qualche giorno fa, a un evento che ha visto protagonista l’Almamatto, nella splendida cornice dello Spazio Alda Merini di Milano. “Pazze geniali”, era questo il titolo della serata, ha riletto alcune biografie al femminile,Leggi altro →

L’Almamatto svela storie di vita e risvolti inattesi. E anche in personaggi che appaiono lontani da noi, ci racconta una delle autrici, possiamo scoprire qualcosa che ci appartiene Appena ho la mia copia dell’Almamatto tra le mani, prima ancora di aspirare il profumo della carta che rende i libri stampati un piacere antico e difficilmente surrogabile, corro al giorno del mio compleanno. Ci trovo un uomo. Se anche questo dato non gettasse qualche granello di sabbia nel motore dell’identificazione, subito arriva il nome del Nostro a predispormi al distacco, e anche a un certo disorientamento.  Che associazioni potremo mai scovare io e la mia radice genealogica,Leggi altro →

Quando l’essere umano va in crisi non è come un bug, un errore di sistema da resettare. Non basta fare “spegni e riaccendi”, ma bisogna capire cosa dice, cosa comunica la crisi, da dove nasce e qual è il suo senso Marcello Malpighi, medico filosofo, uno che forse avremmo potuto mettere sul nostro Almamatto, uno dei tanti che venne sedotto dall’illusione del meccanismo, dell’ingranaggio, del dente saltato. Nel diciassettesimo secolo fonda una strana disciplina, la Iatromeccanica, in cui cerca di immaginare il corpo umano prima e poi, per estensione, anche i moti dell’anima come il prodotto di meccanismi, dai più elementari fino a quelli incredibilmente sofisticati.Leggi altro →

Perdere la certezza, accogliendo la dimensione della complessità, vuole dire entrare nel mondo della vita, rimanere nella meraviglia del sentire, nella vertigine del cadere che diventa esperienza di poter volare “Caffè o cappuccino? Prendo il caffè, più rapido, meno calorie… Però è acido, la mia gastrite ne risentirebbe, forse meglio il cappuccino, più dolce, morbido. Però ha più calorie, mi gonfia, poi la schiuma mi dà fastidio…”. Eccolo lì, eterno ritornante, come la peperonata, l’aglio e olio, si propone e si ripropone il vecchio ritornello del “se”, del “ma” e soprattutto del “però”. Dalle mie parti si chiama pensiero anancastico, una parolaccia per descrivere unLeggi altro →

Camille Claudel, Emmy Noether e Sylvia Plath, tre donne pazze, eccentriche e geniali nelle pagine dell’AlmaMatto Camille Claudel, la scultrice a cui viene riconosciuto il genio, ma a cui non spetta il successo. L’amante di, la sorella di. A 49 anni, sua madre la fa internare dopo averla sempre ostacolata, soprattutto a causa del suo amore per l’arte. Morirà trent’anni dopo in manicomio, violata, sola, privata di ogni libertà e agio, come lei stessa denuncerà nelle sue lettere. Se ha una colpa, pensa Camille, è di aver voluto vivere come desiderava. Emmy Noether, niente meno che la madre dell’algebra, deve assistere alle lezioni universitarie senzaLeggi altro →

In una metafora in cui estraneità e identità perdono i loro chiari confini perché l’una ha, in qualche misura, bisogno dell’altra, sembra di assistere al crollo di qualche certezza: chi è straniero? Cosa vuol dire identità? Ma soprattutto: la seconda ha senso senza la prima? L’Intruso è un piccolo libro autobiografico di Jean-Luc Nancy: quaranta pagine in cui il filosofo francese fa di una sua lunga e dolorosa esperienza, il trapianto di cuore, una metafora, che interroga e al tempo stesso fornisce possibili risposte. L’intruso – che oltre al concetto di estraneità introduce anche quello di “cacciar dentro” a forza – è proprio il cuore nuovo,Leggi altro →