Alcesti Alliata La mancanza di approcci fisici ha alterato i nostri sistemi psichici: occorrerà grande delicatezza per tornare a rapporti normali con gli altri  Che fine ha fatto il corpo, nel tempo sospeso della pandemia? Non mi riferisco al corpo intaccato dal virus, al dramma dei tanti corpi malati che si sono ritrovati tragicamente soli, anche nell’ora estrema, ma al corpo di tutti coloro che sono rimasti indenni.  .    Il corpo che in questi mesi non ha più potuto liberamente esprimersi, cantare, recitare, correre, danzare, fare sport. Certo, anche in quarantena le persone hanno recitato, cantato, fatto sport o lezione: le abbiamo viste passare ovunqueLeggi altro →

Ci ha lasciato da poco, Emanuele Severino, un appassionato inseguitore della verità. Il suo pensiero, qui, rivela più che mai la parentela tra le scoperte della fisica e il domandare della filosofia. A noi le parole del maestro sembrano un invito a sospendere, nella relazione d’aiuto, la ricerca del cambiamento a tutti i costi come via per oltrepassare una situazione di difficoltà o medicare un dolore. Forse il superamento della crisi implica che si venga a patti con l’idea che ciò che accade semplicemente è. Gli stati del mondo e i sussulti dell’io vanno prima accettati. Poi, nel tessuto del tempo che li accoglie eLeggi altro →

La sofferenza psichica può nascere dalla presunzione di avere diritto a una felicità senza ombre e senza deflessioni. Secondo Galimberti, questa aspettativa più o meno conoscia ha una radice cristiana e nasconderebbe hybris, ovvero l’ingenua tracotanza descritta dai Greci, un popolo serio ed educato al senso del limite. Dai Greci possiamo ricavare una formula, sia per godere nel tempo della gioia sia per contenere il male nel tempo del dolore.Leggi altro →

Prendere sul serio i bambini. Non dovremmo mai dimenticare questo precetto. Vale per le domande che ci rivolgono, ma anche per le conclusioni alle quali arrivano quando noi adulti non siamo in grado di soddisfare la loro sete di spiegarsi il mondo e di trovare un senso al proprio essere-nel-mondo. L’identità che i nostri figli costruiranno si gioca in questo spazio, che è uno spazio corale. Troppe volte ce ne dimentichiamo.Leggi altro →

L’ottimismo della cultura cristiana, secondo Galimberti, ha incubato il germe che dall’interno ha corroso lo spirito di solidarietà e la priorità della persona rispetto alla Legge con cui lo stesso cristianesimo era nato. Recuperare la vocazione rivoluzionaria del Vangelo – vero dettato cristiano – – è possibile solo custodendo l’imperfezione, accettando la stortura che è nell’uomo e nelle cose, proteggendo l’ombra che accompagna il viandante. E qui Nietzsche ha un insospettabile alleato.Leggi altro →

Dov’è mia moglie? Cosa è successo? Perché sono solo? Domande semplici, ripetute a ritmo incalzante, finché i singoli interrogativi si confondono in un’unica invocazione disperata. Salvami e riportami a casa.  Sono passati mesi da quando ho affrontato in un’aula di formazione il tema del declino cognitivo, figura estrema della fragilità. Ora costeggio l’argomento senza il parabordo del ruolo professionale. Sono in visita a un centro diurno per anziani con deficit di memoria ed è questa domanda triplice – Dov’è X? Cosa è successo? Perché sono solo? – che più di ogni cosa impressiona la mia sensibilità, all’inizio. In lei mi sembra si cristallizzi l’atmosfera, come se tuttiLeggi altro →

Come si spiega la frequenza con cui persone insospettabili si rendono responsabili di sorprendenti malvagità «Anche lui! Ma chi lo avrebbe detto, che un uomo impegnato, attivo sul fronte dei diritti umani potesse arrivare a rapire un bambino! L’altro no, l’altro me lo aspettavo, che schiavizzasse le figlie, con quella faccia… Non è quello che nella serie tv fa la parte del potente ? Si sa che il potere prima o poi induce in certi tipi di tentazioni. Poi in cronaca nera c’è finito anche quello psicologo , perito forense, insegnante universitario stimato e riverito che… beh il controllo lo perdiamo tutti prima o poiLeggi altro →

Esperimento. In una gabbia viene inserito un topo, con una sequenza casuale il pavimento della gabbia somministra delle scariche elettriche dolorose all’animale. Nell’impossibilità di comprendere la natura, di prevederne la sequenza, dopo circa due settimane l’animale smette di mangiare, entra in un tunnel depressivo che lo porta rapidamente alla morte. Lo stesso esperimento fatto con due topi nella stessa gabbia produce risultati diversi; ad ogni scarica dolorosa i topi si aggrediscono l’un l’altro, litigano, si mordono. Dopo due settimane gli animali non danno segni di comportamenti anomali, si nutrono regolarmente, si presentano in buona forma fisica. La rabbia dunque, il potercela prendere con qualcuno quandoLeggi altro →