Fa star male l’invidia dell’altrui fortuna. Ci possiamo salvare convincendoci di avere una nostra classifica, né primi né ultimi Dio convocò al suo cospetto due persone, un avaro e un invidioso. Disse loro: «Che uno di voi esprima un desiderio, io lo esaudirò e darò all’altro il doppio di ciò che viene chiesto».L’avaro rimase in silenzio immaginando di poter guadagnare di più se l’altro avesse chiesto.L’invidioso allora pensò e ripensò… poi disse a Dio: «Toglimi un occhio». Penso che questa breve storia rappresenti in modo magistrale il meccanismo dell’invidia, ovvero l’attenzione costante all’altro come persona da limitare, contenere, danneggiare.Già, tutto ruota intorno al tema delLeggi altro →

“Suo figlio è veramente bravo non c’è che dire…. ma il mio è più bravo del suo!” Chi non ricorda lo scatch di Aldo Giovanni e Giacomo che caricaturavano le loro madri! D’altra parte si sa, i figli da sempre come ci direbbe Gibran sono i dardi scoccati nel futuro ed allora non c’è proprio nulla di male se nello scoccarli noi genitori ci auguriamo che possano andare un po’ più lontano.  Se penso alla mia generazione ad esempio, io sono uno di quelli che hanno avuto la possibilità di studiare pur non essendo figlio di dottori o professori e quindi, almeno in questo hoLeggi altro →

I nuovi quiz con premi milionari mettono in mostra imbarazzanti abissi di analfabetismo culturale, frutto della civiltà del clic  «Monti o fiumi: per 150.000 euro, l’Adamello che cosa è?»Sudore, gambe che si muovono spasmodicamente, unghie mangiucchiate… «Fiume!»Peccato, 150.000 euro servirebbero anche a me, ma io non sono ospite al quizzone di prima serata.Non che vincere tanti soldi sia un merito culturale o che vada necessariamente abbinato a particolari qualità, quello che colpisce però da un lato è la facilità con la quale apparentemente si vince e dall’altro il fatto che certi passi falsi, diciamolo pure certe vaccate, a proferirle sono persone giovani spesso tutt’altro cheLeggi altro →

Bugia e illusione sono atti estremi di liberazione da un mondo che di sola ragione muore «Verità! Verità! Abbiamo bisogno di rapporti più veri, dobbiamo uscire dagli inganni!»Quante volte ho sentito queste parole, dette da clienti, da colleghi, da maestri e da allievi; veicolate spesso con grande passione e veemenza, come se fosse proprio lì il problema, come se la sofferenza psichica fosse il prodotto di una vita non vera, di una dimensione illusoria, incantata. Però a pensarci bene, se il rapporto con la verità è spesso di dichiarata accondiscendenza, il rapporto con la bugia non lo è di meno: come una amante segreta cheLeggi altro →

Dov’è mia moglie? Cosa è successo? Perché sono solo? Domande semplici, ripetute a ritmo incalzante, finché i singoli interrogativi si confondono in un’unica invocazione disperata. Salvami e riportami a casa.  Sono passati mesi da quando ho affrontato in un’aula di formazione il tema del declino cognitivo, figura estrema della fragilità. Ora costeggio l’argomento senza il parabordo del ruolo professionale. Sono in visita a un centro diurno per anziani con deficit di memoria ed è questa domanda triplice – Dov’è X? Cosa è successo? Perché sono solo? – che più di ogni cosa impressiona la mia sensibilità, all’inizio. In lei mi sembra si cristallizzi l’atmosfera, come se tuttiLeggi altro →

È una grande emozione che però viene contenuta e organizzata per guarire dalla solitudine e da mille paure A dodici anni si hanno un sacco di paure: paura di non piacere, di non essere forti, intelligenti, paura di essere abbandonati, paura del buio.Paura del buio. Nel mio caso era un assillo, un esame che tutti i giorni cercavo di superare ma che spesso mi incatenava. I miei genitori ebbero una brillante idea, farmi studiare musica, così ogni lunedì sera alle 20.30 andavo a scuola di musica, da solo. Altri tempi, percorrevo una distanza per me all’epoca siderale (300 metri) in solitudine e poi, una voltaLeggi altro →

“Se non sono abbastanza nero, e non sono abbastanza bianco, e non sono abbastanza uomo, allora dimmi chi diavolo sono io?”. E’ in questa domanda l’essenza della tragedia umana di Don Shirley, il pianista di colore, protagonista di questo intenso Green Book.  Allontanarsi dalle proprie radici, nel tentativo di sfuggire al pregiudizio, alla presunta colpa di essere diverso e ritrovarsi nella torre eburnea della solitudine, alla ricerca della propria identità. Quando ha inizio il viaggio di Shirley, uomo elegante, colto e raffinato, il suo angelo custode è un uomo rozzo, un po’ ignorante, dotato di pugni e pistola. A ricordarci forse che non siamo soli, ma cheLeggi altro →

“Abbi cura di me”. Nella canzone portata da Cristicchi a Sanremo vibra un appello potente, fatto di umiltà e di coraggio. Ci vuole umiltà per dichiararci fragili. E a volte dobbiamo radunare tutto il nostro coraggio per chiedere l’abbraccio, quando il passo si fa incerto e abbiamo paura di cadere. Eppure è proprio questo ciò di cui tutti abbiamo bisogno. Sentire di poterci affidare a qualcuno che sappia starci accanto e che custodisca le nostre debolezze come si fa con un tesoro. La standing ovation a Cristicchi ci sembra un gesto liberatorio. Siamo fallibili e possiamo chiedere aiuto. E in questo c’è un piccolo miracolo.Leggi altro →

Amy Winehouse canta in sottofondo, mentre raduno i pensieri per un progetto di counseling destinato ai giovani che hanno abbandonato la scuola. La voce di lei, in bilico tra graffio e carezza, intona “Back to black”, il suo brano più famoso. Se parafrasiamo il titolo di questo pezzo, possiamo tradurlo con “Indietro, nel buio” e il tutto suona come il canto del destino di Amy Winehouse. La sua vita è una stella che implode a poco a poco, fino a morire, a 28 anni. Sappiamo che certe persone nascono con una dotazione interiore nei confronti delle sfide della vita meno compatta e flessibile di quellaLeggi altro →