Andare o restare. La vita e la storia pongono spesso di fronte a un bivio. Si può andare per disaccordo, paura, desiderio di puntare altrove la freccia dei propri obiettivi, consapevolezza di aver chiuso un cerchio o una stagione dell’esistenza. Si può restare per inerzia o coraggio, fedeltà o viltà, adesione convinta (all’esperienza, a un’idea, a un amore) oppure semplice abitudine. Non sempre siamo consci della scelta che compiamo, ma scegliamo comunque, anche quando ci sembra di non scegliere. Il filmato ce lo ricorda, mentre smonta gli alibi e ci dice forte e chiaro che ogni decisione implica il prendere posizione. Qui, un magnifico Morgan Freeman neiLeggi altro →

Fare un passo indietro, lasciare un ruolo professionale o sociale, e godersi l’atterraggio… Felicità, dea sfuggente, inafferrabile, presenza sempre temporanea: vi proponiamo il secondo contributo sul tema, dopo l’articolo del nostro amico Juaquin Otuvas. E noi che pensiamo la felicità come un’ascesa, avremmo l’emozione che quasi ci smarrisce di quando cosa ch’è felice, cade.” (Rainer Maria Rilke)  Molto prima che Fuori Testata chiedesse contributi sulla felicità avevo scelto la chiusa della X Elegia di Rilke come commento (più eretico che poetico, ahimé) al mio profilo di WhatsApp. Povero Rilke: lui opponeva il sussurro della lirica al fragore della tecnica e io saccheggio i versi del suo capolavoro per incastrarli inLeggi altro →

L’invito è quello di distruggere le nostre regole per fermarci a contemplare la vita e tornare a stupirci Vi capita mai di sentirvi come criceti nella ruota? Alla ricerca del vostro star bene, della serenità e di qualche certezza in un mondo che, continuamente, destabilizza. Forse, tutto nasce da qualcosa che abbiamo scordato di saper fare: meravigliarci. Ho mangiato me stesso per tornare a meravigliarmi. Questo il messaggio forte e chiaro di un ex detenuto del carcere minorile di Nisida che nel podcast “I ragazzi di Nisida”, curato da Il Sole 24 Ore, racconta il suo ritorno a Scampia in occasione della demolizione di quella VelaLeggi altro →

Quanto accettiamo qualcosa che accade e che non dipende da noi? quante energie spendiamo a tentare di modificare ciò che non può esserlo e a negare quelle emozioni, spesso negative, che quella frustrazione ci provoca? Dopo più di un anno di chiusura ora sembra di tornare a vivere con le aperture, i vaccini in corso, le vacanze già fatte o da fare a breve. Cosa ha a che fare l’accettazione con le nostre vite in questo momento? E poi, accettare significa dimenticare?Leggi altro →

Dopo tanti divieti la libertà, e con essa la scelta, portano con sé una vertigine che può condurre alla chiusura Il signor D. ha iniziato, mesi fa, con me un percorso di crescita personale online. Quando le misure di emergenza sanitaria si sono allentate, ci siamo visti nel mio studio: un appuntamento fisso, lo stesso giorno, la stessa ora. Il signor D. procedeva nel percorso, scoprendo di sé alcune cose, tentando di cambiare i consueti percorsi del pensiero, riflettendo sulle proprie dinamiche personali e interpersonali. Tre settimane fa, tuttavia, gli impegni di lavoro del Signor D. ci hanno costretti a tornare dietro uno schermo. DopoLeggi altro →

Da psicologo ecco il mio provocatorio contributo al problema dell’immunità di gregge “Ma voi che siete psicologi che cosa pensate di fare per chi non si vaccina, per quelli che sostengono esserci una dittatura sanitaria, una sperimentazione su larga scala di farmaci pericolosi?” “Ma voi che siete psicologi cosa pensate di fare per i giovani violenti che non tollerano le regole?”. Strano il nostro mestiere, inizialmente molti pensano che siamo tutti mezzi psico-qualcosa, che in fondo cosa ci vuole per capire cosa frulla nella teca cranica di chiunque; molti poi pretendono che tiriamo fuori dal cilindro il coniglio giusto per affrontare e risolvere, con laLeggi altro →

Il Covid ci ha espropriato dei gesti di affetto. Ci scopriamo apprendisti di un nuovo linguaggio della prossimità. Sii dolce con me. Sii gentile.E’ breve il tempo che resta. Poisaremo scie luminosissime.E quanta nostalgia avremodell’umano. Come ora neabbiamo dell’infinità.Ma non avremo le mani. Non potremofare carezze con le mani.E nemmeno guance da sfiorareleggere.  Inciampo in questi versi di Mariangela Gualtieri una sera, e la mia mente non li lascia per giorni. I pensieri vengono all’inizio calamitati dall’apertura – sii dolce con me. Un appello a rispettare la delicatezza di ogni essere umano. Poi s’impigliano nell’accenno al tempo. Ovvio. Da un anno a questa parte, ilLeggi altro →

Può un algoritmo arrivare a creare un rapporto profondo ed emozionale? Forse è solo una questione di tempo Sono una counselor libera professionista: posso forse, al giorno d’oggi, fare a meno di un profilo Instagram? Nonostante il mio animo riservato, ci provo e ne apro uno. Tuttavia fin da subito mi sento inadeguata.  Mi chiedo: io, che per lavoro costruisco relazioni di intimità e fiducia, come posso lavorare nel salotto del gossip, dell’amicizia catturata con un click, del commento istantaneo, dei cuoricini e dei pollici alti? Insomma: è possibile su Instagram creare relazioni intime, curate, “calde”, quelle che piacciono a me? Mi viene allora in menteLeggi altro →