Non esiste comunicazione, né sviluppo, né crescita, senza un rapporto diretto tra attore e spettatore Cos’è questo silenzio. Perché ve ne state lì seduti muti, come fantasmi. Perché non applaudite: eppure siete venuti qui per me. Il vostro silenzio è peggio degli schiamazzi: un attore ha bisogno del pubblico. Voi volete condannarmi ad essere un cadavere vivente! Prima mi ubriacate con i vostri applausi e poi mi biasimate, perché non sono rimasto sobrio. Mi innalzate su ai vertici della gloria, ma poi pretendete che non mi dia alla testa! Voi volete che io sia tutto fiamma, ali per librarmi sopra i cieli e trascinarvi suLeggi altro →

Più che educare, la scuola del sospetto, del controllo e dell’umiliazione spegne la coscienza critica Aula scolastica in presenza, mese di ottobre. Una mia paziente, mi racconta un episodio che l’ha molto commossa. La figlia prende un 4 in matematica. Fa seconda media e da qualche tempo è in difficoltà. La mamma scopre il voto prima che la figlia rientri a casa, guardando il registro elettronico. Mentre pensa a come accoglierla e a cosa dirle, la mente torna alla sua totale incompetenza in materia e viene assalita dall’ansia che, come lei, anche la figlia possa iniziare a odiare la matematica, ritenendola incomprensibile e ostica. AppenaLeggi altro →

Il rischio di questi tempi è di cedere alle angosce che nella vita cosciente sono regolate dalla censura Vi ricordate le code interminabili davanti ai supermercati? Sicuramente ricordiamo tutti quelle di marzo, ma ci sono anche quelle di un mese fa. Nel timore di un nuovo rigido lockdown è ripartita quella stessa psicosi: code interminabili all’ingresso dei supermercati, carrelli stracolmi, corsa alle scorte di beni di prima necessità. Ancora, un paio di settimane fa, Napoli, diretta social: il presidente della Regione Campania ironizza sul desiderio di una bambina che piangendo dichiara di voler tornare a scuola. La definisce un organismo geneticamente modificato allattata al plutonio.Leggi altro →

Come altri maestri dell’immagine, ha fatto della relazione una professione, come un raffinato psicologo L’addio a Giovanni Gastel, uno dei più grandi fotografi italiani del nostro tempo, è per me occasione di lasciarmi rapire da una sua intervista su Art Tribune. Oltre alla sua capacità di coinvolgere e all’eleganza della sua narrazione, mi accorgo che le cose che dice e racconta potrebbe dirle, quasi allo stesso modo, chi della relazione ha fatto una professione, lo psicologo, lo psicoterapeuta, il counselor, l’insegnante. Prima legge fondamentale per diventare un artista: “Lavorate sulla vostra differenza, il vostro lavoro deve avere qualcosa di voi. Scegliete una parola che viLeggi altro →

Eugenio Borgna ci consegna la sua riflessione sulla #gentilezza: una qualità inattuale, che il celebre psichiatra inserisce nella costellazione dei gesti della “Cura”. La gentilezza conosce la profondità e si rivolge al singolo là dove la cortesia, con cui viene spesso confusa, parla il linguaggio più superficiale della convenienza sociale. La gentilezza è accorta nello scegliere le parole, ma sa anche abitare il silenzio e farsi carezza muta per sollevare dalla solitudine chi si sente perso, affaticato, deluso o attraversato dal dolore. La gentilezza elude i clamori e può diventare una specie di basso continuo, capace di disinnescare i conflitti nelle relazioni di tutti iLeggi altro →

L’invito del Papa a recuperare l’intimo e vero significato del Natale può essere raccolto anche dai laici L’esortazione di Papa Francesco nell’ultima Udienza Generale, quella del 16 dicembre, è di affrettare il passo verso il Natale, recuperandone l’intimo e vero significato. Che le restrizioni e i disagi a cui ci richiama Conte con il suo DPCM dedicato, possano essere un’occasione per celebrare la Nascita di Gesù, “purificando il modo di vivere questa festa”. L’invito è “uscire dal consumismo” e ritrovare uno spirito religioso, autentico e vero, anche attraverso la preghiera, che è non un atto “decorativo” o individuale, ma è un gesto di intercessione versoLeggi altro →

Il Covid 19 dovrebbe indurci a includere ed affrontare nel nostro progetto di vita l’ipotesi di una caduta esistenziale  Martedì. Guardo la mia agenda con un moto di ansia e preoccupazione. Il mio lavoro è lì, su ogni riga dell’intera giornata. Giro la pagina al mercoledì per trovare consolazione: niente. Giornata pienissima, con una pausa alle 15.30 e poi dalle 17 una nuova corsa fino alle 21.  Inizio, come di consueto ormai, e ancora di più negli ultimi mesi, a contare le lettere dell’alfabeto, in cerca del piano b, c, d… La mia testa macina strategie, per adeguarsi alla novità del giorno: “mamma, mi diceLeggi altro →

Se dico che ti voglio bene, poi tu non fai il tuo dovere. La mia mamma era così: «Meglio non dirglielo», pensava, «se no si rammollisce!». Questa idea faceva il paio con l’altra, subito dopo un bel risultato in università: «Non le dico che è stata brava, altrimenti non studia più». Certo la motivazione così faceva un po’ acqua, lo sforzo era enorme, la delusione quasi altrettanto cocente (e anche per un buon risultato). E così, per un lungo periodo, sono cresciuta con la convinzione che le cose ottenute con il sacrificio e l’abnegazione siano le uniche ad avere davvero valore, quelle che contano nellaLeggi altro →

Non so se capita solo a me, ma ci sono dei film che mi restano in testa per giorni e in genere sono quelli che ho rifiutato o non condiviso. Stanno lì e mi parlano. In questo caso, in verità, risuonano. Mi riferisco a Whiplash, di Damien Chazelle (2014), il film che racconta la storia di un ragazzo che studia musica e del suo maestro, brutale aguzzino, che con i suoi metodi di insegnamento lo porta al limite. Al limite della sua stessa vita. A forza di insulti, sudore e sangue (molto sangue!), Andrew effettivamente arriva a suonare la batteria in maniera magistrale. Ecco cheLeggi altro →