La tendenza distruttiva, che può riguardare il mondo esterno o il mondo interno, è presente in ciascuno, più o meno consapevolmente, che ci piaccia o no. E va riconosciuta, tenuta d’occhio, ascoltata e non alimentata Germania, giorni nostri. Siamo in un liceo ed è la settimana dedicata all’approfondimento di un tema: il professor Rainer provoca i suoi studenti, chiedendo “un altro nazismo è possibile?”. La classe reagisce, il confronto si accende e tutto sommato, no, non sembra possibile: “Conosciamo le conseguenze” dice uno dei ragazzi. Una riflessione apparentemente innocua innesca un esperimento: in 7 giorni, il professore, come un leader sovrano, conduce i suoi studenti,Leggi altro →

Camille Claudel, Emmy Noether e Sylvia Plath, tre donne pazze, eccentriche e geniali nelle pagine dell’AlmaMatto Camille Claudel, la scultrice a cui viene riconosciuto il genio, ma a cui non spetta il successo. L’amante di, la sorella di. A 49 anni, sua madre la fa internare dopo averla sempre ostacolata, soprattutto a causa del suo amore per l’arte. Morirà trent’anni dopo in manicomio, violata, sola, privata di ogni libertà e agio, come lei stessa denuncerà nelle sue lettere. Se ha una colpa, pensa Camille, è di aver voluto vivere come desiderava. Emmy Noether, niente meno che la madre dell’algebra, deve assistere alle lezioni universitarie senzaLeggi altro →

In una metafora in cui estraneità e identità perdono i loro chiari confini perché l’una ha, in qualche misura, bisogno dell’altra, sembra di assistere al crollo di qualche certezza: chi è straniero? Cosa vuol dire identità? Ma soprattutto: la seconda ha senso senza la prima? L’Intruso è un piccolo libro autobiografico di Jean-Luc Nancy: quaranta pagine in cui il filosofo francese fa di una sua lunga e dolorosa esperienza, il trapianto di cuore, una metafora, che interroga e al tempo stesso fornisce possibili risposte. L’intruso – che oltre al concetto di estraneità introduce anche quello di “cacciar dentro” a forza – è proprio il cuore nuovo,Leggi altro →

Dopo tanti divieti la libertà, e con essa la scelta, portano con sé una vertigine che può condurre alla chiusura Il signor D. ha iniziato, mesi fa, con me un percorso di crescita personale online. Quando le misure di emergenza sanitaria si sono allentate, ci siamo visti nel mio studio: un appuntamento fisso, lo stesso giorno, la stessa ora. Il signor D. procedeva nel percorso, scoprendo di sé alcune cose, tentando di cambiare i consueti percorsi del pensiero, riflettendo sulle proprie dinamiche personali e interpersonali. Tre settimane fa, tuttavia, gli impegni di lavoro del Signor D. ci hanno costretti a tornare dietro uno schermo. DopoLeggi altro →

Guida semiseria di filmoterapia per le vacanze Il vostro psicologo è in vacanza o il vostro analista è partito per i consueti due mesi di ferie lasciandovi in balia del caldo e delle angosce estive? Vi sentite abbandonati o avvertite il timore che le manie, le fobie, i pensieri disfunzionali prendano il sopravvento? Non preoccupatevi: la soluzione è al cinema. O meglio, direttamente sul divano di casa vostra. Mettetevi comodi, individuate qual è il disturbo che vi affligge e vi proponiamo la cura. Ecco la prima puntata della nostra guida semiseria di “Filmoterapia estiva”. Paura del nuovo? Ascoltate il richiamo…Darwin ci aveva già messo inLeggi altro →

Non esiste comunicazione, né sviluppo, né crescita, senza un rapporto diretto tra attore e spettatore Cos’è questo silenzio. Perché ve ne state lì seduti muti, come fantasmi. Perché non applaudite: eppure siete venuti qui per me. Il vostro silenzio è peggio degli schiamazzi: un attore ha bisogno del pubblico. Voi volete condannarmi ad essere un cadavere vivente! Prima mi ubriacate con i vostri applausi e poi mi biasimate, perché non sono rimasto sobrio. Mi innalzate su ai vertici della gloria, ma poi pretendete che non mi dia alla testa! Voi volete che io sia tutto fiamma, ali per librarmi sopra i cieli e trascinarvi suLeggi altro →

Più che educare, la scuola del sospetto, del controllo e dell’umiliazione spegne la coscienza critica Aula scolastica in presenza, mese di ottobre. Una mia paziente, mi racconta un episodio che l’ha molto commossa. La figlia prende un 4 in matematica. Fa seconda media e da qualche tempo è in difficoltà. La mamma scopre il voto prima che la figlia rientri a casa, guardando il registro elettronico. Mentre pensa a come accoglierla e a cosa dirle, la mente torna alla sua totale incompetenza in materia e viene assalita dall’ansia che, come lei, anche la figlia possa iniziare a odiare la matematica, ritenendola incomprensibile e ostica. AppenaLeggi altro →

Il rischio di questi tempi è di cedere alle angosce che nella vita cosciente sono regolate dalla censura Vi ricordate le code interminabili davanti ai supermercati? Sicuramente ricordiamo tutti quelle di marzo, ma ci sono anche quelle di un mese fa. Nel timore di un nuovo rigido lockdown è ripartita quella stessa psicosi: code interminabili all’ingresso dei supermercati, carrelli stracolmi, corsa alle scorte di beni di prima necessità. Ancora, un paio di settimane fa, Napoli, diretta social: il presidente della Regione Campania ironizza sul desiderio di una bambina che piangendo dichiara di voler tornare a scuola. La definisce un organismo geneticamente modificato allattata al plutonio.Leggi altro →

Come altri maestri dell’immagine, ha fatto della relazione una professione, come un raffinato psicologo L’addio a Giovanni Gastel, uno dei più grandi fotografi italiani del nostro tempo, è per me occasione di lasciarmi rapire da una sua intervista su Art Tribune. Oltre alla sua capacità di coinvolgere e all’eleganza della sua narrazione, mi accorgo che le cose che dice e racconta potrebbe dirle, quasi allo stesso modo, chi della relazione ha fatto una professione, lo psicologo, lo psicoterapeuta, il counselor, l’insegnante. Prima legge fondamentale per diventare un artista: “Lavorate sulla vostra differenza, il vostro lavoro deve avere qualcosa di voi. Scegliete una parola che viLeggi altro →