Il rischio di questi tempi è di cedere alle angosce che nella vita cosciente sono regolate dalla censura Vi ricordate le code interminabili davanti ai supermercati? Sicuramente ricordiamo tutti quelle di marzo, ma ci sono anche quelle di un mese fa. Nel timore di un nuovo rigido lockdown è ripartita quella stessa psicosi: code interminabili all’ingresso dei supermercati, carrelli stracolmi, corsa alle scorte di beni di prima necessità. Ancora, un paio di settimane fa, Napoli, diretta social: il presidente della Regione Campania ironizza sul desiderio di una bambina che piangendo dichiara di voler tornare a scuola. La definisce un organismo geneticamente modificato allattata al plutonio.Leggi altro →

Il Covid 19 dovrebbe indurci a includere ed affrontare nel nostro progetto di vita l’ipotesi di una caduta esistenziale  Martedì. Guardo la mia agenda con un moto di ansia e preoccupazione. Il mio lavoro è lì, su ogni riga dell’intera giornata. Giro la pagina al mercoledì per trovare consolazione: niente. Giornata pienissima, con una pausa alle 15.30 e poi dalle 17 una nuova corsa fino alle 21.  Inizio, come di consueto ormai, e ancora di più negli ultimi mesi, a contare le lettere dell’alfabeto, in cerca del piano b, c, d… La mia testa macina strategie, per adeguarsi alla novità del giorno: “mamma, mi diceLeggi altro →

Alcesti Alliata La mancanza di approcci fisici ha alterato i nostri sistemi psichici: occorrerà grande delicatezza per tornare a rapporti normali con gli altri  Che fine ha fatto il corpo, nel tempo sospeso della pandemia? Non mi riferisco al corpo intaccato dal virus, al dramma dei tanti corpi malati che si sono ritrovati tragicamente soli, anche nell’ora estrema, ma al corpo di tutti coloro che sono rimasti indenni.  .    Il corpo che in questi mesi non ha più potuto liberamente esprimersi, cantare, recitare, correre, danzare, fare sport. Certo, anche in quarantena le persone hanno recitato, cantato, fatto sport o lezione: le abbiamo viste passare ovunqueLeggi altro →