Stiamo costruendo una società in cui, sempre più, il non essere produttivi svuota di senso le esistenze. Ma cosa significa trovare il senso solo nell’utilità? La filosofia pone delle domande e tiene in qualche modo in stato d’allerta il pensiero, mentre la scienza tende ad acquietarlo. Così almeno disse Sergio Moravia in un’intervista. Per associazione, mi viene in mente che spesso guardando i documentari che raccontano la vita nella natura, si assiste a scene raccapriccianti, durissime, in cui animali feroci dilaniano la carne di animali indifesi, i famosi pesci grandi che si “occupano” dei pesci piccoli. Tutto questo all’interno di una logica in cui ciLeggi altro →

Spesso siamo così presi dal controllare ogni movimento dei nostri figli, dal voler sapere ogni cosa della loro giovane vita, che finiamo col dimenticare che mentre noi guardiamo loro, loro guardano noi. Carl Gustav Jung prima e un geniale Franco Nembrini ora, ci ricordano che ciò che passa nella difficile azione di “tirar su” i figli, è l’esempio, ciò che loro osservano in noi.Leggi altro →

Siamo sempre più abituati a cercare l’utilità, la praticità, quel che serve. Ma se ben guardiamo, è proprio nell’inutilità che possiamo trovare lo spazio della nostra presenza più vera. Come ci insegnano i bambini e gli anziani. “Questa riflessione è inutile, non porta a niente…”; “Quante volte me lo hai già detto? Non ha senso che tu ripeta sempre le stesse cose…” Quante volte capita di sentire questo genere di discorsi, situazioni in cui ciascuno di noi sembra invaso improvvisamente dalla necessità di concretezza, dalla necessità di sentire un senso di utilità. I giovani la reclamano come necessità assoluta di poter fare, di poter incidereLeggi altro →

È figlia dell’ansia e genera ansia la mania di misurare con tabelle, graduatorie, statistiche la crescita dei bambini Inizia subito, appena il bimbo esce dalla sala parto. Viene lavato scaldato visitato e misurato.Peso, altezza, carnagione, reazione agli stimoli visivi, uditivi, cinestesici.Poi lo portano ai genitori, sulla culla c’è un cartellino, nome, cognome, peso…«Mio figlio è all’ottantesimo», occhi sgranati, tutti a felicitarsi, alcuni con una punta di invidia. Io penso «Be’ si vede che ci sarà una gara, alla fine chi è al percentile più alto vincerà un premio, il pannolino d’argento». Ti sembra che finisca lì, che sia solo una specie di gioco nevrotico traLeggi altro →