L’Almamatto svela storie di vita e risvolti inattesi. E anche in personaggi che appaiono lontani da noi, ci racconta una delle autrici, possiamo scoprire qualcosa che ci appartiene Appena ho la mia copia dell’Almamatto tra le mani, prima ancora di aspirare il profumo della carta che rende i libri stampati un piacere antico e difficilmente surrogabile, corro al giorno del mio compleanno. Ci trovo un uomo. Se anche questo dato non gettasse qualche granello di sabbia nel motore dell’identificazione, subito arriva il nome del Nostro a predispormi al distacco, e anche a un certo disorientamento.  Che associazioni potremo mai scovare io e la mia radice genealogica,Leggi altro →

Dello stralcio di questa vecchia intervista a Karl Popper colpisce il contrasto tra l’estetica, che potremmo definire vintage, e l’attualità fin scontata del messaggio: la televisione non si può nascondere, nota il filosofo, dietro la facciata di una presunta oggettività e spacciare le notizie che veicola come semplice informazione. Non c’è informazione de-situata. Non c’è comunicazione senza un punto di vista. Non c’è notizia senza una scelta a monte dei contenuti da trasmettere. La televisione ha lasciato almeno in parte la scena ad altri mezzi oggi, ma la tesi di Popper non ha perso verità. Anzi, a nostro avviso, la pandemia ha rappresentato una cartina di tornasole fedelissima del potere che hanno i media di plasmare opinioni (anche attraverso iLeggi altro →

Le grandi imprese restano nel cielo delle Idee e ingrossano le file dei “Non-sono-all’altezza” o dei “Perché-proprio-io?”, a meno che non si incarnino nel terreno spurio della vita e non facciano i conti con la sua mediocrità. E così, provocatoriamente, l’Ammiraglio statunitense ora in pensione William H. McRaven incita la platea di universitari che ha di fronte a rifarsi il letto ogni mattina, se vogliono cambiare il mondo. E’ sempre un gesto, magari il più banale, a mettere in moto la vita e a strapparla dal guscio di inerzia in cui si rifugia quando la fatica prevale sullo stupore e il peso del passato minaccia di soffocare laLeggi altro →

Un contenitore da riempire, oppure l’organo del pensiero che, attualizzando il passato, lo vivifica per preparare l’azione? Abituati ad associare la parola “memoria” ai dispositivi tecnologici che ci facilitano tanto la vita, abbiamo dimenticato le origini arcane di questa facoltà umana. Abbiamo scordato che la Protettrice del Ricordo – Mnemosyne – era la madre delle Muse, e che ricordare è essenziale tanto per apprendere quanto per creare. Forse ridurre la memoria a magazzino inerte di dati è più comodo e più rassicurante per noi che, come il ragazzino del video, ammassiamo cose, informazioni ed esperienze nell’illusione di costruirci una base solida in un mondo che ci sembra sempre più fuori scala e fuoriLeggi altro →

“La coppia perfetta: un po’ di proibizione e molto gioco”. Citiamo Roland Barthes in uno dei suoi Frammenti di un discorso amoroso per commentare questo video, che racconta la nascita di un amore e la sua ultima stagione, con il gioco a fare da collante tra la prima e l’ultima scena. All’inizio il gioco si insinua in una parola – “imbroglione” – bisbigliata all’orecchio di un uomo anziano e fragile. Poi arriva il flashback, che riporta l’uomo e la sua compagna di vita indietro nel tempo. Qui, i protagonisti sono ragazzini e il gioco si traveste da scherzo: è la provocazione di chi non prende sul serioLeggi altro →

Come è possibile che s’instauri un rapporto di familiarità con una persona mai incontrata? L’abbraccio alla grande artista ha unito tutta Italia, come fosse scomparsa un’amica o una parente. Cosa ci dice questo rispetto all’economia delle nostre relazioni? Gran parte della popolazione italiana si è ricompattata da Trieste in giù alla notizia della scomparsa di Raffaella Carrà. Io ho saputo grazie a un messaggio. “E’ morta la Carrà. Mi dispiace”. Subito è resuscitata una scena: mia sorella in salotto a tre anni, mentre osa le mosse di uno dei balletti più celebri “rubato” alla soubrette, agita i ricci neri e nella palla di vetro del suo futuroLeggi altro →

La divisione di campo tra “buoni” (quelli che si vaccinano) e “cattivi” (la minoranza che non lo fa o quelli che, facendolo, avanzano dei dubbi) non giova a nessuno. Anzi, mi pare condivida la stessa debolezza di chi pretende la soluzione perfetta Ce l’hai il green pass? È sornione il tono del collega, mentre attendiamo di essere ammessi a un evento. Rispondo divertita, ma sotto le parole ribolle una riflessione di altro segno.  Premetto che sono vaccinata, sostengo i vaccini e riconosco tutta la gravità della pandemia. Pure, coltivo più di un dubbio a proposito di come si sta affrontando l’onda lunga del Covid. StoLeggi altro →