“Se non sono abbastanza nero, e non sono abbastanza bianco, e non sono abbastanza uomo, allora dimmi chi diavolo sono io?”. E’ in questa domanda l’essenza della tragedia umana di Don Shirley, il pianista di colore, protagonista di questo intenso Green Book.  Allontanarsi dalle proprie radici, nel tentativo di sfuggire al pregiudizio, alla presunta colpa di essere diverso e ritrovarsi nella torre eburnea della solitudine, alla ricerca della propria identità. Quando ha inizio il viaggio di Shirley, uomo elegante, colto e raffinato, il suo angelo custode è un uomo rozzo, un po’ ignorante, dotato di pugni e pistola. A ricordarci forse che non siamo soli, ma cheLeggi altro →

«Dottore mi sento stupido, ho paura di uscire di casa, paura degli insetti, anche dei più innocui… e mi sento stupido»Quante volte ho sentito discorsi simili, declinati nei modi più originali ma che girano intorno allo stesso tipo di situazione: il soggetto che ha paura spesso realizza razionalmente che non c’è la necessità oggettiva di averne, cerca di rassicurarsi attraverso la ragione, si interessa, si fa una cultura sull’oggetto della sua paura, però alla fine spesso capitola.Le persone intorno a lui fanno un percorso esattamente uguale al suo, ovvero cercano di rassicurarlo, cercano di dargli elementi oggettivi, scientificamente inopinabili ma, come lui, non riescono adLeggi altro →