Non esiste comunicazione, né sviluppo, né crescita, senza un rapporto diretto tra attore e spettatore Cos’è questo silenzio. Perché ve ne state lì seduti muti, come fantasmi. Perché non applaudite: eppure siete venuti qui per me. Il vostro silenzio è peggio degli schiamazzi: un attore ha bisogno del pubblico. Voi volete condannarmi ad essere un cadavere vivente! Prima mi ubriacate con i vostri applausi e poi mi biasimate, perché non sono rimasto sobrio. Mi innalzate su ai vertici della gloria, ma poi pretendete che non mi dia alla testa! Voi volete che io sia tutto fiamma, ali per librarmi sopra i cieli e trascinarvi suLeggi altro →

Più che educare, la scuola del sospetto, del controllo e dell’umiliazione spegne la coscienza critica Aula scolastica in presenza, mese di ottobre. Una mia paziente, mi racconta un episodio che l’ha molto commossa. La figlia prende un 4 in matematica. Fa seconda media e da qualche tempo è in difficoltà. La mamma scopre il voto prima che la figlia rientri a casa, guardando il registro elettronico. Mentre pensa a come accoglierla e a cosa dirle, la mente torna alla sua totale incompetenza in materia e viene assalita dall’ansia che, come lei, anche la figlia possa iniziare a odiare la matematica, ritenendola incomprensibile e ostica. AppenaLeggi altro →

Il rischio di questi tempi è di cedere alle angosce che nella vita cosciente sono regolate dalla censura Vi ricordate le code interminabili davanti ai supermercati? Sicuramente ricordiamo tutti quelle di marzo, ma ci sono anche quelle di un mese fa. Nel timore di un nuovo rigido lockdown è ripartita quella stessa psicosi: code interminabili all’ingresso dei supermercati, carrelli stracolmi, corsa alle scorte di beni di prima necessità. Ancora, un paio di settimane fa, Napoli, diretta social: il presidente della Regione Campania ironizza sul desiderio di una bambina che piangendo dichiara di voler tornare a scuola. La definisce un organismo geneticamente modificato allattata al plutonio.Leggi altro →

Quando i protocolli finiscono per discriminare ulteriormente i pazienti con problemi mentali “La prima classe costa 1000 lire, la seconda 100, la terza dolore e spavento e puzza di sudore dal boccaporto…” Cosi un giovane Francesco De Gregori descrive il mondo ai tempi del Titanic, un mondo in cui non solo viaggiare ma anche morire aveva le sue priorità e regole. Regole, di questi tempi ne abbiamo viste tantissime, multiformi, buone per arrivare alla fine della settimana e per andare a leggere gli aggiornamenti e i comportamenti da tenere. Come mi è già capitato di scrivere, a mio modo di vedere la fase più delicataLeggi altro →

Una stanchezza di fondo ci ha contagiato un po’ tutti nell’era del Covid: in attesa di tempi migliori possiamo escogitare dei rimedi Fatica. Mi pare sia questa la parola che condensa il vissuto delle persone incontrate di recente. Donne e uomini risparmiati dall’assalto diretto del virus, che scontano un lento logorio.  Nel mio spaccato personale (se escludo le situazioni più drammatiche), da settimane cambiano i volti, ma la cifra resta la stessa. Lavoratrici alle prese con conti che non tornano e figli che si contendono il PC per le lezioni online. Cinquantenni disposti a reinventarsi, ma appesi a una burocrazia che lo smart working nonLeggi altro →

In pericolo c’è la salute non la socialità: perciò chiamiamolo distanziamento sanitario “Mastica e sputa, da una parte il miele… Mastica e sputa, dall’altra la cera”… Faber sempre il nostro Faber poeta e come direbbe Heidegger “guardiano della casa dell’essere”, che sembra indicarci la via, sembra tracciare con mano ferma e sobria la strategia di sopravvivenza per vivere. Separare l’essere dal non essere, il grano dal loglio, il male dal bene. Tutta la nostra vita, sia quella del corpo sia quella della mente, è segnata da questa che possiamo riassumere come una funzione essenzialmente digestiva: assumiamo tutto intero ciò che il mondo ci propone eLeggi altro →

Eugenio Borgna ci consegna la sua riflessione sulla #gentilezza: una qualità inattuale, che il celebre psichiatra inserisce nella costellazione dei gesti della “Cura”. La gentilezza conosce la profondità e si rivolge al singolo là dove la cortesia, con cui viene spesso confusa, parla il linguaggio più superficiale della convenienza sociale. La gentilezza è accorta nello scegliere le parole, ma sa anche abitare il silenzio e farsi carezza muta per sollevare dalla solitudine chi si sente perso, affaticato, deluso o attraversato dal dolore. La gentilezza elude i clamori e può diventare una specie di basso continuo, capace di disinnescare i conflitti nelle relazioni di tutti iLeggi altro →

Due ricercatori della Cornell University hanno analizzato la distorsione cognitiva che rende l’ignorante sicuro di sé McArhur Wheeler, 45 anni, 120 chili di peso per 180 centimetri di altezza si presenta a volto scoperto in banca, armato di pistola, ed effettua una rapina.  Due giorni dopo si dimostra esterrefatto per il fatto che la polizia sia riuscito a catturarlo… esterrefatto perché convinto di essere invisibile alle telecamere. «Eppure me ne sono messo un sacco di succo di limone in faccia, non capisco come abbiate fatto a capire…» Già, il buon Wheeler era convinto che il succo di limone avrebbe in qualche modo neutralizzato le telecamereLeggi altro →

Damiano Rizzi geni sta per «genitori», ma anche per «genio», ossia quella cosa indispensabile che serve a tirar su dei figli. La newsletter nasce da un gruppo di persone che vuole raccontare il lato B della genitorialità. Quindi la parte divertente/drammatica al di là di quella mitologica. I padri al di là delle madri. La famiglia allargata (zii, nonni, compagni, ex mariti, tate, amici) al di là di quella delle statistiche. Insomma: forniamo soluzioni, storie e stratagemmi su come sfangarla. Io ho dato il mio contributo al primo numero con questa intervista: Covid/dove vanno i nonni quando non ci sono più? Come spiegare la morte aLeggi altro →