L’amore eterno trionfa sul palco: un successo che invita a interrogarsi sugli stereotipi di legami indissolubili e sul modo in cui raccontiamo l’amore. Le parole fanno accadere le cose? Se rispondessimo semplicisticamente, diremmo di no: il linguaggio da solo non crea gli atti. Eppure esistono quelli che i filosofi del linguaggio – primo fra tutti J.L. Austin – definiscono atti performativi. «Ti prometto che» è uno di questi: attraverso questa locuzione, l’atto è compiuto. La promessa vincola il suo contenuto, rendendolo concreto e reale. «Ti prometto che ci sarò» non è una frase vera o falsa, ma, per così dire, compie un’azione. La promessa, insomma, fa l’evento, non èLeggi altro →